di Francesco Zambuto, Senior PreSales Consultant, JAGGAER
Secondo una recente ricerca condotta da Reply su oltre 250 senior executive in Europa e negli Stati Uniti, il 62% delle aziende ha già un budget dedicato all’intelligenza artificiale. Il 91% di chi ha avviato progetti AI ne ha misurato un impatto positivo su ruoli e processi. Eppure, solo il 22% è riuscito a dimostrare un ritorno sull’investimento concreto e misurabile. Questi dati fotografano con precisione il momento che stiamo vivendo: siamo oltre l’hype, ma ancora lontani dalla maturità operativa diffusa.
Nel procurement, questa tensione si sente in modo particolare. Gli uffici acquisti sono da sempre al crocevia tra strategia, dati, fornitori e processi — e oggi si trovano a dover gestire una trasformazione che non è solo tecnologica.
AI nel procurement: chiarezza prima di tutto
Uno degli errori più frequenti che osserviamo nei progetti di adozione AI è partire senza un linguaggio condiviso. Termini come “Intelligenza Artificiale”, “Generative AI” e “Agenti” vengono usati in modo intercambiabile, ma descrivono livelli di automazione e complessità molto diversi.
Semplificando: se l’AI in senso lato simula comportamenti cognitivi umani, e la Generative AI produce nuovi contenuti a partire da dati esistenti, gli agenti rappresentano il salto qualitativo successivo. Un agente non si limita a rispondere o generare: agisce in autonomia, prende decisioni, interagisce con altri sistemi e può eseguire sequenze di operazioni complesse senza intervento umano continuo.
Nel procurement questo significa passare dal “chatbot che risponde alle domande” all’“agente che avvia una gara, seleziona i fornitori e prepara il contratto”. Non è fantascienza: è già realtà in alcuni contesti avanzati. Ma richiede fondamenta solide — a partire dalla qualità del dato.
Il dato come fondamento: non un dettaglio tecnico, una priorità strategica
La “data foundation” — la base dati su fornitori, transazioni, contratti, KPI di performance — è il prerequisito imprescindibile di qualsiasi soluzione AI nel procurement. Uno strumento brillante collegato a dati frammentati, non aggiornati o non integrati con i sistemi aziendali produce risultati inaffidabili. È uno degli errori più costosi nelle fasi esplorative, e uno dei motivi per cui molti progetti pilota naufragano.
Le tre fasi dell’adozione: dove si trovano le aziende oggi
Dalla nostra esperienza abbiamo identificato tre cluster distinti nel percorso di adozione dell’AI nel procurement. Conoscere in quale fase si trova la propria organizzazione è il punto di partenza per costruire una roadmap realistica.
- AI Curious — fase esplorativa: l’azienda sperimenta strumenti (LLM per riassumere documenti, generare bozze, tradurre email) ma fatica a identificare use case con impatto misurabile. L’entusiasmo c’è; la struttura manca.
- In transizione — fase pilota: sono stati avviati progetti su processi specifici. I risultati iniziano a emergere, ma l’integrazione con i sistemi esistenti, la qualità dei dati e la gestione del cambiamento restano sfide aperte.
- AI-driven — fase operativa: le soluzioni sono scalate a livello enterprise. I modelli operativi sono stati riprogettati. Gli agenti AI sono parte integrante dei processi di acquisto, non un layer aggiunto sopra ai sistemi esistenti.
La maggior parte delle organizzazioni si trova oggi tra la prima e la seconda fase. Il passaggio critico — da pilota a operativo — richiede tre elementi che spesso vengono sottovalutati: una visione end-to-end del processo (non solo del singolo use case), una governance chiara su dati e architettura, e un programma strutturato di change management e reskilling.
Proprio su quest’ultimo punto vale la pena essere diretti: l’AI non sostituisce il buyer. Potenzia ciò che un professionista degli acquisti sa già fare — negoziare, valutare rischi, costruire relazioni con i fornitori — liberandolo dalle attività a basso valore aggiunto.
JAI: l’AI che conosce il tuo procurement
Questa visione ha una traduzione concreta in JAGGAER AI — JAI, il tuo assistente S2P integrato nativamente in JAGGAER One, il layer conversazionale e analitico della piattaforma, con accesso diretto a fornitori, contratti, richieste d’acquisto e fatture. Lo stesso tessuto di dati che alimenta Source-to-Contract, Supplier Intelligence e Procure-to-Pay è il tessuto su cui JAI ragiona e risponde.
I risultati confermano l’impatto: 75% di riduzione dei ticket di supporto, processi di sourcing più rapidi del 58% e un risparmio del 50% nel tempo che intercorre tra la richiesta d’acquisto e l’ordine. Non si tratta di efficienza marginale: si tratta di un cambio di ritmo nell’operatività degli acquisti.
A differenza di strumenti generici, JAI è in grado di coprire l’intero ciclo Source-to-Pay con logiche specifiche per ogni area:
- Source-to-Contract: redige eventi di gara, valuta le offerte e fa emergere i risparmi potenziali, guidando le RFQ dalla creazione all’aggiudicazione.
- Supplier Intelligence: segnala automaticamente concentrazioni di fornitura, cali di scorecard ed esposizione single-source prima che diventino problemi.
- Procure-to-Pay: risponde su policy aziendali, sblocca approvazioni in stallo e diagnostica arretrati di fatture con raccomandazioni prioritizzate.
JAI supporta inoltre l’onboarding dei fornitori in self-service ed è disponibile in 28 lingue, incluso l’italiano, senza sacrificare precisione o fedeltà alle policy.
Il percorso verso il procurement autonomo è strutturato in tre fasi progressive: oggi JAI fornisce risposte immediate e passaggi guidati, con un agente di deep research per spesa, previsioni e insight sui fornitori. A breve sarà possibile affidargli singole attività di procurement in autonomia. In prospettiva, JAI orchestrerà processi complessi e multi-step dall’inizio alla fine — abilitando un procurement veramente autonomo.
Conclusione
Siamo in un momento di transizione. Le aziende che oggi investono con metodo in AI stanno già creando un vantaggio competitivo misurabile. Quelle che aspettano si troveranno a recuperare terreno in un mercato in cui i benchmark si stanno alzando rapidamente.
JAI è la risposta concreta di JAGGAER a questa sfida: intelligenza integrata nella piattaforma pronta a rispondere, a suggerire e — progressivamente — ad agire in autonomia lungo l’intero ciclo Source-to-Pay.
Per i team procurement, questo significa meno tempo su attività ripetitive e più focus su ciò che conta davvero: la strategia, la relazione con i fornitori, il controllo della spesa. Il procurement del futuro non è più un obiettivo lontano — con JAI, è già accessibile.




