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    Agentic AI nel Procurement: accelerare i processi e potenziare la collaborazione

    Agentic AI nel Procurement: accelerare i processi e potenziare la collaborazione

    di Francesco Colavita, Global VP PreSales Consulting JAGGAER

    L’arrivo dell’Agentic AI nel procurement segna un punto di svolta, aprendo la strada a un modello operativo capace di combinare autonomia e collaborazione in modo intelligente, come dimostra il nostro webinar su questo tema.

    Innovare, in questo contesto, non significa ricominciare da zero: l’Agentic AI non sostituisce la tecnologia preesistente ma la integra e la potenzia, costruendo un’architettura evolutiva e sostenibile. Ogni agente riceve un percorso per obiettivi, agisce in autonomia e coinvolge il professionista umano quando serve, automatizzando attività semplici, gestendo task complessi articolati in più step, coordinando strumenti e piattaforme imparando e migliorando progressivamente.

    È un vero cambio di paradigma organizzativo, basato su una logica di orchestrazione intelligente: l’Orchestrator guida la squadra, coordina obiettivi e flussi, il Guardian assicura la conformità, Expert e Planner pianificano e agiscono, l’Agent gestisce compiti specifici e passa il testimone ad altri moduli, attori o avvia processi paralleli, mentre l’Assistant entra in gioco on demand quando è necessario un intervento umano.

    Questo schema consente di progettare processi adattivi, agili e scalabili, capaci di evolvere insieme all’organizzazione. Fondamentale è anche definire in anticipo le modalità operative: quella collaborativa, che coinvolge più funzioni e stakeholder; quella ambient, che interagisce in tempo reale chiedendo supporto quando necessario; e quella automatica, in cui l’agente governa l’intero ciclo operativo in autonomia.

    Questa flessibilità è uno dei principali vantaggi dell’Agentic AI nel procurement rispetto ai modelli tradizionali di automazione. Non mancano le sfide da affrontare per un’adozione efficace: governance e modelli organizzativi, coinvolgimento dei key users, preparazione e qualità dei dati, scelta delle piattaforme tecnologiche e AI risk management. Superare questi ostacoli significa costruire una roadmap solida, capace di trasformare l’Agentic AI in un vero motore strategico di valore: liberare tempo e risorse da attività ripetitive, innovare i processi con intelligenza adattiva e ridurre l’impatto dei rischi esterni, sempre più legati a instabilità geopolitiche e supply chain fragili.

    Un esempio concreto, tra le molteplici business case in materia, è quello del sourcing intelligente, ambito strategico per l’Italia e spesso appesantito da burocrazia e processi time-consuming. Grazie a JAI, l’orchestratore di JAGGAER, gli agenti collaborano alla gestione della gara, alla qualificazione, all’on-boarding dei fornitori e all’automazione dei processi transazionali relativi alle rda, ordini e fatture. Se il costo di una fornitura supera la soglia impostata, l’agente invia un alert su Teams, prepara una sinossi della situazione, propone alternative e guida la decisione, per poi monitorare il processo fino alla finalizzazione. Il risultato è un flusso documentato, trasparente e intelligente.

    L’obiettivo non è sostituire l’uomo, ma affiancarlo e supportarlo, liberandolo dai compiti a basso valore per potenziare la capacità strategica e decisionale. L’Agentic AI non è semplicemente una nuova tecnologia: è un nuovo modo di pensare e gestire il procurement. Un ecosistema intelligente che integra persone, dati e strumenti, garantendo conformità e governance totale dei processi, riduzione netta dei costi e del time to value, maggiore collaborazione con stakeholder e partner e un’evoluzione continua e automatizzata dei processi.

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