Executive summary
Betsson Group è una delle 10 principali aziende globali di iGaming al mondo, con una capitalizzazione di 1,4 miliardi di € e oltre 1,3 milioni di clienti attivi. Di fronte a normative iGaming complesse e in continua evoluzione, l’azienda ha riconosciuto che il procurement poteva diventare un motore di crescita e creazione di valore per il business, oltre a una componente critica per la conformità normativa.
Sotto la guida del Procurement Director Fabio Palusci, Betsson si è affidata a JAGGAER per ottenere maggiore visibilità e controllo “dal budget al pagamento”. Betsson, insieme a partner e fornitori, ha ottenuto un’esperienza più efficiente e user-friendly, risparmiando tempo e mitigando i rischi finanziari e di conformità.
Fabio Palusci, Procurement Director, Betsson Group
Il procurement può essere più di un gatekeeper. Con l’aiuto di JAGGAER, è diventato un catalizzatore per creare valore di business.

La sfida: overspending e mancanza di trasparenza
Operando in oltre 25 giurisdizioni con requisiti di licenza rigorosi, Betsson ha affrontato diverse sfide interconnesse nel procurement. La mancanza di visibilità in tempo reale sul budget aumentava il rischio di overspending, mentre lacune nei processi di audit e il rischio di non conformità generavano ulteriori criticità. Inoltre, era urgente ottenere visibilità e controllo sui contratti, per consentire agli stakeholder di attenersi alle best practice.
La causa principale dei problemi risiedeva nei processi manuali di Contract e Supplier Management e di Invoicing, che portavano ad acquisti fuori contratto e fuori budget e creavano un rischio aggiuntivo: rallentare un’azienda che vive di speed-to-market. “Nel nostro settore, il ROI di una nuova campagna può essere deciso nel giro di pochi giorni”, afferma Palusci. “Senza velocità e conformità, il business non può avere successo.”
La soluzione: trasformazione digitale
Fabio Palusci sapeva che l’unica strada possibile era una trasformazione radicale. Il catalizzatore è stata una conversazione con un direttore dell’azienda. “È venuto da me e mi ha detto: ‘Apprezzo che il procurement stia facendo un buon lavoro… ma il processo è rotto.’ Questo mi ha spinto a portare avanti la mia agenda.”
Palusci ha promosso un modello operativo di procurement che combina governance centrale ed esecuzione distribuita, garantendo flessibilità alle business unit e mantenendo al tempo stesso conformità e visibilità, con un’unica versione della verità.
“Il cambiamento è inevitabile perché le cose accadano. Devi accettare il cambiamento e reagire di conseguenza. Ma la trasformazione è diversa. È una scelta consapevole”, afferma Palusci, facendo un esempio concreto: “I fogli Excel sono obsoleti nel momento stesso in cui li salvi. Sono inaffidabili e difficili da condividere. Con il cambiamento puoi aggiornare il foglio Excel, risolvendo ogni problema man mano che si presenta, ma non elimini la causa alla radice di tutti i problemi. Quindi i problemi continuano a ripresentarsi e ogni volta reagisci. Questo è ciò che intendo per cambiamento.”
“Al contrario, la trasformazione integra tutti i cambiamenti in modo sistematico. Ma la trasformazione ha bisogno di un significato e di una direzione precisi, che non sono di per sé l’oggetto di un singolo cambiamento.”
È questa la filosofia che ha portato Betsson a scegliere JAGGAER come partner tecnologico ideale per guidare la trasformazione: perché JAGGAER One organizza in modo sistematico specifici processi di procurement in un unico workflow integrato. “Ora, nel momento in cui un budget viene modificato, i finance e procurement manager locali possono emettere purchase order in base allo stato aggiornato del budget, ovunque si trovino nel mondo.”
Palusci ha creato l’RFP iniziale e ha invitato diversi vendor di software di procurement a presentare un’offerta. “JAGGAER si è distinta rispetto agli altri perché era in grado di gestire l’intero processo budget-to-pay, con piena trasparenza end-to-end”, afferma. Oggi gli acquisti sono collegati alla disponibilità di budget, riducendo sia il rischio di overspending rispetto al budget sia il rischio di spendere al di fuori del periodo di budget assegnato.
Successivamente l’azienda ha implementato il Contract Lifecycle Management (CLM) in JAGGAER. Anche qui, Palusci mette a confronto cambiamento e trasformazione.
“Spesso i contratti vengono firmati e poi dimenticati, archiviati con visibilità e follow-up limitati, di fatto ‘morendo’ prima ancora che l’inchiostro si asciughi. Rinnovi mancati, rebate non richiesti e gap di conformità erodono il valore, per quanto tu cerchi di restare sul pezzo. Dopo l’implementazione del CLM, ogni accordo ‘vive’ per tutta la sua durata. Viene tracciato, monitorato e ottimizzato in digitale. Alert, analytics e workflow automatizzati garantiscono il rispetto degli obblighi, la realizzazione dei risparmi e la gestione continua del rischio.”
Grazie a JAGGAER CLM, Betsson ha realizzato una trasformazione sistematica, alleggerendo il carico amministrativo dei team e fornendo dati contrattuali audit-ready per la conformità a GDPR e ISO. L’efficienza è migliorata lungo tutto il processo. Per i fornitori, il nuovo workflow digitalizzato ha reso il lavoro nel sistema più semplice e intuitivo. Per Betsson, attività prima molto time-consuming come la supply due diligence continuativa, l’information security e il monitoraggio sono state riunite in Supplier Relationship Management.
Risultati: un procurement apprezzato dal business
Con JAGGAER, la trasformazione ha generato risultati immediati, che sono andati oltre il semplice ROI. L’impatto per Betsson Group ha incluso:
- 132 milioni di € di spesa gestiti su 6.000 PO, con tracciabilità completa del budget
- Oltre 2.000 contratti attivi resi trasparenti, aggiornati e audit-ready
- Oltre 300 richieste fornitori e onboardings validati tramite i flussi procurement e legali
Forse l’aspetto più importante è che il procurement è passato dall’essere percepito come un collo di bottiglia a diventare un partner strategico per i team legali, finance e compliance di Betsson. Ottenere visibilità in tempo reale sul budget è stato, nelle parole di Palusci, “un enorme game-changer”.
Il nuovo sistema ha creato una single source of truth, aumentando collaborazione e fiducia tra i reparti. “Per la prima volta, i cost center manager e i budget owner si sono sentiti davvero in grado di gestire le proprie finanze”, ha osservato Palusci. “Questo ha aumentato la loro fiducia e la responsabilità sulla spesa effettiva sotto la loro gestione.” CPOStrategy ha inserito Fabio Palusci nel Process Orchestration Champions Index 2025.
Il futuro: innovazione e procurement potenziato dall’IA
Palusci afferma che c’è ancora strada da fare nel percorso dal “cambiamento” alla “trasformazione”. La roadmap dell’azienda prevede l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per diverse funzioni. La visione di Palusci è automatizzare tutto dall’inizio alla fine, con un’unica versione della verità disponibile per tutti gli stakeholder (procurement, finance, legal, compliance, ecc.), senza dover aprire un nuovo ticket per ogni processo e con un intervento manuale minimo, sfruttando il concetto di AI intake & orchestration.
Ad esempio, l’invoicing guidato dall’IA punta a ridurre del 30% il carico di lavoro della funzione finance. Questo sarà supportato dall’automazione delle performance dei fornitori tramite gli obblighi CLM, oltre che dal self-service procurement, per rendere i processi più intuitivi per gli utenti di business.
Palusci guarda inoltre con interesse a una maggiore flessibilità nell’analisi dei contratti per categoria e nella gestione del rischio con JAGGAER Contracts AI. “Questo ci permetterà di affidare i contratti ai category manager, che sono nella posizione migliore per gestire e analizzare termini specifici in clausole come gli SLA. È un altro esempio di come il procurement possa essere più di un gatekeeper”, afferma Palusci. “Con l’aiuto di JAGGAER, è diventato un catalizzatore per creare valore di business.”
Ritiene inoltre che debba esserci un human-in-the-loop. “L’IA è uno strumento per potenziare, non sostituire, l’expertise umana. Non dobbiamo cadere nella trappola di fidarci di lei per decidere tutto.” Crede che, man mano che verrà implementata l’agentic AI, questa libererà sempre di più le persone da attività ripetitive e a basso valore, permettendo loro di concentrarsi su iniziative più strategiche in cui solo gli esseri umani possono eccellere.
“L’intelligenza umana resta il fondamento di qualsiasi iniziativa di IA di successo”, afferma Palusci. “L’IA è qui per supportarci. L’intelligenza umana resta — e resterà sempre — il vero vantaggio competitivo di qualsiasi organizzazione. L’obiettivo del nostro percorso di trasformazione è fare di più, più velocemente e meglio, combinando l’expertise umana con l’automazione intelligente.”




