Procurement e sostenibilità nel settore retail

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ll punto di vista di aziende e fornitori. Reportage dal convegno RBM Event 2023

Oggi il rispetto dei criteri ESG e il costante miglioramento dell’approccio etico lungo l’intera catena di fornitura sono elementi dal peso sempre maggiore. Ma come può il procurement contribuire agli obiettivi di sostenibilità aziendale con l’aiuto della tecnologia?

Questo il focus del dibattito del seminario “La sostenibilità nel procurement moderato da Matteo Ambrosioni, Account Executive di JAGGAER Italia nella cornice dell’edizione 2023 di RBM Day tenutosi lo scorso 14 novembre. Ecco le risposte degli ospiti del dibattito

Walter Staffa, Responsabile Acquisti Banco Desio porta il punto di vista di un’azienda di servizi: “Le tematiche ESG riguardano tutti, banche incluse. Abbiamo 300 filiali che consumano carta ed energia e tutte le banche stanno convergendo verso la Net Zero Banking Alliance sviluppando una importante attenzione sia nella vendita di soluzioni a sostegno di società green da consigliare alla clientela sia sui consumi interni. Il procurement aiuta molto in questo contesto, ma portare saving e insieme tutelare i valori ESG non è sempre facile. Per esempio, nonostante i costi elevati le nostre auto aziendali sono in buona parte ibride o elettriche; abbiamo ridotto la stampa di carta, che è al 100% riciclata; e per il trasporto dei valori, modificando i massimali, riusciamo a ridurre il numero dei viaggi ottenendo un minor impatto ambientale. Il tema è sempre quello di cercare il più possibile di fare combaciare i budget con l’innovazione: ma è chiaro che tutto per noi passa dalla sfida vera, quella della digitalizzazione, che sarà sempre più spinta. Questo ci consentirà davvero infine di centrare in pieno i nostri target”.

 

Aggiunge Giuseppe Luna, Responsabile Acquisti Disposable e Servizi Autogrill “Il nostro impegno verso la sostenibilità è partito da progetti importanti e da un percorso lungo che ci ha resi interamente plastic free, da marzo di quest’anno, con un processo avviato nel 2020 con il covid per l’introduzione di materiali compostabili. Uno degli aspetti più critici, secondo me, per il procurement è il coinvolgimento dei diversi dipartimenti: senza coinvolgimento non c’è risultato. Ogni funzione coinvolta va messa a bordo del progetto che l’azienda sceglie di percorrere. Per esempio, abbiamo fatto un accordo con Hera, che ritira circa 100 tonnellate di olio esausto dai nostri locali, per portarlo all’Eni di Marghera dove diventa carburante biologico, con un costo tra l’altro più vantaggioso per le accise. Il procurement fa da cappello, il marketing integra e tutte le funzioni aziendali lo sposano. Per noi la sfida resta la metrica del waste: vorremmo davvero dare avvio ad un progetto nuovo di second life dello scarto, soprattutto per gli alimenti, che vada oltre il progetto con Banco Alimentare già in atto”.

Luca Togni è invece il Responsabile acquisti di Storelab di Gruppo Teddy, che nel mondo moda retail conta più di 850 negozi. “Storelab è la società che realizza i punti vendita per il nostro gruppo e io in particolare seguo gli acquisti e la logistica. Siamo orgogliosi di avere intrapreso un percorso per certificarci come B-Corp.
Nel 2024 inizieremo ad introdurre nei negozi solo appendini realizzati con plastica riciclata (più di 100 nuovi negozi anno) In più, da più anni abbiamo scelto di produrre e reperire materiali il più vicino possibile a dove apriamo negozi, riducendo o azzerando trasporti e risparmiando, tra l’altro, sui dazi. Ma ogni progetto che presentiamo deve essere sposato da tutti i soggetti coinvolti: per esempio per gli appendiabiti, insieme ai retail designer, brand manager e produttore abbiamo valutato di modificato solo il materiale, mantenendo stessa forma e colore. A fine anno valuteremo l’impatto delle ns scelte operando su una raccolta incrociata dei dati basata su più parametri”.

 

Lisa Torreggiani, Partner e CEO Monkeydu racconta il proprio impegno: “La nostra azienda opera con due divisioni: una che si occupa di allestimenti per fiere e l’altra di contract: per entrambe l’impatto legato alla sostenibilità è forte. La nostra non è un’attenzione solamente formale, ma ormai un’esigenza per una corretta strategia a medio termine. Il nostro primario obiettivo oggi è la certificazione per la sostenibilità, che vorremmo ottenere nel 2024 e poi il bilancio, in un biennio. La sostenibilità richiede un forte investimento: ha un costo importante nel breve ma è un vantaggio indiscusso nel medio lungo. Essendo noi fornitori, ci troviamo sempre più a rispondere a richieste da parte dei clienti in merito a certificazioni, necessarie per l’ottenimento di fondi come quelli Simest, per esempio. Per noi è fondamentale valutare il nostro reale impatto, attraverso l’attenzione allo smaltimento dei rifiuti o la costruzione di arredi di qualità che durino, necessitando di minore manutenzione. Quando parliamo di sostenibilià, non dimentichiamo la S di social e la G di gestione, che per noi rimangono fondamentali”

Chiude Matteo Ambrosioni Account Executive JAGGAER: “E’ evidente il supporto che la tecnologia può dare al team procurement anche in ambito sostenibilità. Non solo in termini di una più agevole e sicura gestione delle informazioni ma anche per una selezione di fornitori più accurata. Disporre di dati senza poterli processare è come non averli: una soluzione tecnologica in grado raccogliere le informazioni sui fornitori, integrate con i sistemi interni e infoprovider esterni, migliora la visibilità, facilita i processi interni ed offre un supporto importante alle decisioni. Senza dimenticare le implicazioni sul fronte della collaborazione all’interno dell’azienda, tanto necessaria quanto non scontata”

 

 

 

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