Inclusione: il peso delle parole tecnologiche, l’esempio di Jaggaer

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01NET – Gennaio 2021

di Donato Corvi

 

Abbiamo assistito, nel corso degli ultimi anni, ad una crescita costante della sensibilità da parte dell’opinione pubblica nei confronti dei temi etici, e dell’inclusione in particolare.

Un appello, questo, che non poteva passare inosservato dal mondo dell’information technology: Jaggaer, società specializzata nel digital procurement, lancia un’iniziativa per rendere ambiente di lavoro e modalità di comunicazione sempre più inclusive e rispettose, rimuovendo dal proprio linguaggio ogni espressione potenzialmente disturbante per la sensibilità di tutti i dipendenti, oltre che per ogni altra parte coinvolta.

Nell’ambito di questo progetto l’azienda ha già iniziato ad eliminare terminologie in qualche modo riferibili a ingiustizie e pregiudizi storici di ordine razziale. Nell’ambito del più ampio programma denominato Human Equity Project, Jaggaer ha incaricato i team di sviluppo, marketing, comunicazione e supporto di analizzare ogni codice, documento e materiale di comunicazione per identificare ed eliminare espressioni potenzialmente offensive e sostituirle con alternative neutre e oggettive. Ad esempio, le espressioni black list e white list sono state sostituite con blocked list e safe list. Il termine master-slave system è stato sostituito con espressioni quali controller-agent. Jaggaer si sta anche occupando di terminologie potenzialmente discriminatorie con riferimento al genere, all’orientamento sessuale e ad altri pregiudizi e a vantaggio dell’inclusione.

Si tratta di uno sforzo che, fino a pochi anni fa, nessuno forse avrebbe preso in considerazione. L’evidente progresso in questo senso non poteva certo non includere il supporto delle tecnologie abilitanti: basti pensare ai milioni di documenti digitali, linee di codice e procedure che possono nascondere la presenza di termini ed espressioni oggi considerate inaccettabili.

Impensabile che a svolgere quest’operazione di revisione possano essere delle persone; il tempo necessario sarebbe decisamente incalcolabile. L’utilizzo di tecniche di machine learning e intelligenza artificiale, potenziate dal cloud computing, appare come la via maestra per raggiungere un risultato ottimale in tempi ragionevoli.

Ancora una volta, i grandi attori del mercato IT saranno chiamate ad un ruolo di leadership morale e tecnologico, cui siamo certi che non vorranno sottrarsi

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